giovedì 4 ottobre 2018

Alluminio nei vaccini: due articoli sollevano la questione della sicurezza


La Food and Drug Administration(FDA) – l’ente governativo americano che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici – e così anche le agenzie regolatorie europee e nazionali, hanno stabilito la dose massima di alluminio per ogni singola dose di vaccino, sulla base di dati che hanno dimostrato che tale quantità è in grado di migliorare l’antigenicità e l’efficacia del vaccino. Tuttavia non sono state incluse considerazioni sulla sicurezza. Né, al momento, esistono, studi noti o pubblicati che definiscano in modo specifico quali dosi di alluminio possano essere “tollerate”.
DUE ARTICOLI SOLLEVANO LA QUESTIONE
Due recenti articoli pubblicati sul “Journal of Trace Elements in Medicine and Biology” e sul “Journal of Inorganic Biochemistry” – ripresi anche da Science Direct – focalizzano sulla questione della sicurezza delle dosi di alluminio adiuvante, sottoforma di nanoparticella, nei vaccini ad uso pediatrico.
LO STUDIO DEL GRUPPO RICKETSONNel primo dei due articoli, i risultati pubblicati dal gruppo di Robert Ricketson e James Lyons-Weiler tengono conto del peso corporeo del bambino all’atto della vaccinazione e della via di esposizione (iniettiva), diversa da quella utilizzata per la valutazione dell’MRL (Minimal Risk Level, Livello di Rischio Minimo: dose che può essere consumata a lungo termine senza avere effetti negativi sulla salute) negli animali (per via orale).
LA RIELABORAZIONE DELL’MRL
Secondo la rielaborazione effettuata, l’MRL giornaliero corretto nella popolazione pediatrica, dovrebbe essere fissato a non più di 10,31-16,01 μg/kg al giorno alla nascita e a 58,12 μg/kg al giorno a 2 anni di età. Le esposizioni attuali da vaccini pediatrici, tuttavia, superano questi livelli: per un peso medio di 3,3 kg di sesso maschile alla nascita, il vaccino HepBcontenente 250 μg, porta a 75,75 μg/kg/giorno. L’uso del vaccino HepB in un bambino prematuro di 2 kg (il peso minimo per la vaccinazione nell’Unità di Terapia Intensiva Neonatale) porta a 150 μg/kg/giorno, cioè ben 10 volte di più del limite di rischio minimo.
Sebbene in questo report sia stato studiato solo il limite di alluminio per ogni somministrazione singola, è chiaro che il carico corporeo dell’alluminio accumulato in ciascuna sessione di vaccinazione sarà superiore al livello individuale di alluminio in un singolo vaccino. Questo perché ci sarà una frazione del carico di alluminio trattenuta nel corpo derivante dalle precedenti sessioni di vaccinazione che deve essere considerato.
IL REPORT DEL TEAM GHERARDI
Nel secondo articolo, elaborato dal team di Roman K. Gherardi, si approfondiscono in particolare le criticità emerse dallo studio di Mitkus, a cui fanno riferimento le agenzie regolatorie (FDA compresa) per giustificare che le quantità di alluminio presenti nei vaccini sono sicure. Nell’articolo di Mitkus sono riportati alcuni grafici che dimostrano chiaramente che il carico corporeo di alluminio proveniente dai vaccini è di gran lunga inferiore alla curva di MRL e quindi si può affermare che l’alluminio adiuvante è estremamente sicuro.
REVISIONE DELLO STUDIO DI MITKUS
Secondo la revisione del gruppo di ricerca Gherardi, però, lo studio di Mitkus presenta diverse criticità quali:
1) La curva di MRL è derivata da esperimenti in cui l’alluminio veniva somministrato per via orale, non da esperimenti con alluminio adiuvante iniettato. La sicurezza dell’alluminio adiuvante somministrato per via iniettiva non può essere confrontata con esperimenti eseguiti con sali di alluminio ingeriti. Pertanto, la curva MRL di Mitkus non rappresenta un limite di sicurezza superiore per le nanoparticelle di alluminio adiuvante iniettato, ma può essere utilizzato solo per stimare la sicurezza dell’alluminio ingerito.
2) Mitkus utilizza un NOAEL (no-observed adverse effects level: dosaggio sicuro) di riferimento uguale a 26 mg/kg/giorno, tuttavia la letteratura scientifica riporta effetti avversi negli animali da esperimento con dosaggi di alluminio elementare ingeriti fino ad un minimo di 3.4 mg/kg/die.
Il grafico di Mitkus rielaborato sulla base di un valore soglia di 3.4mg/kg/die per l’alluminio adiuvante è il seguente:
Figura di Mitkus per Al adiuvante corretta in conformità con il dato che l’ingestione di 3,4 mg/kg/die di Al provoca effetti negativi. Ora il carico corporeo supera la curva MRL per quasi tutto il primo anno di vita, indice di tossicità.
3) Mitkus presuppone che l’alluminio adiuvante sia inerte e abbia una tossicità pari a zero, invece le nanoparticelle di adiuvante sono biologicamente attive, e questo è il motivo per cui vengono utilizzate nei vaccini. Le nanoparticelle causano infiammazione e attivazione del sistema immunitario e vengono inglobate dalle cellule del sistema immunitario (macrofagi) nel punto di iniezione per essere trasportate tramite il sistema linfatico in tutte le parti del corpo (incluso il cervello).
Ne segue che i limiti previsti per l’alluminio adiuvante devono essere rivalutati dalle agenzie regolatorie tenendo conto del peso corporeo del bambino, soprattutto se prematuro, della via di somministrazione (iniettiva e non orale), della modalità di assorbimento (attraverso il sistema linfatico) e della tossicità notevolmente maggiore perché sotto forma di nanoparticella, in modo da abbattere il rischio di una tossicità cumulativa proprio in una fascia di età in cui il sistema nervoso è in rapido sviluppo e quindi particolarmente sensibile alla neurotossicità dell’alluminio.
Loretta Bolgan*
*Dottore in chimica e tecnologie farmaceutiche, con dottorato in scienze farmaceutiche ad Harvard medical school Boston. Ha lavorato nel settore dell’industria farmaceutica dove si è occupata di registrazione e sviluppo di progetti di ricerca in ambito oncologico. Consulente di parte legge 210/92, inquinamento ambientale e malattie professionali, ha partecipato all’ultima Commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito nel gruppo vaccini. Attuale consulente per l’Ordine Nazionale dei Biologi per la tossicologia dei farmaci e dei vaccini, si occupa anche di nutrizione e terapie complementari.
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Clicca qui per scaricare e leggere l’articolo di Robert Ricketson e James Lyons-Weiler.
Clicca qui per scaricare e leggere l’articolo del gruppo di Roman K. Gherardi.


Tratto da:  http://www.onb.it/2018/09/29/alluminio-nei-vaccini-due-articoli-sollevano-la-questione-della-sicurezza/

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mercoledì 3 ottobre 2018

Vaccini, aborti, cosmetici: parlano i Children of God for Life



Il mondo pro-life italiano, durante gli anni, si è sfaldato sempre di più allontanandosi dall’autenticità delle intenzioni. «Pro -life» in Italia è ormai uno slogan, un mondo fatto di associazioni e gruppi che non hanno più voglia – o forse non ne hanno mai avuta – di combattere per difendere la Vita in tutto e per tutto. Mentre da una parte si tentano di difendere i cosiddetti «principi non negoziabili», dall’altra non si ostacolano le voragini create dalla Cultura della Morte in campo bioetico e, oggi più che mai, nel campo delle biogenetica.
Non solo non le si ostacolano, ma a volte le si appoggiano anche.

Ben diverso pare ancora essere il mondo pro-life americano, dove si combattono battaglie che qui in Italia non sono nemmeno lontanamente pensate. È il caso dell’Associazione Children of God for Life, che da anni si batte su temi etici e morali, primo fra tutti, totalmente inesplorato (se non addirittura  negato nelle file pro-vita italiane ), quello delle linee cellulari di feti abortiti utilizzate per produrre medicinali, in particolare vaccini, e altri prodotti di cosmesi.

Abbiamo intervistato la Dr.ssa Debi Vinnedge, Executive Directordell’Associazione – per saperne di più sul loro operato e su tutto ciò che riguarda il tema della cooperazione al male.

Signora Vinnedge, quando e come è nata la vostra associazione?
Children of God for Life è stata fondata nel 1999 con l’intento di informare il pubblico sulla ricerca di cellule staminali, embrionali e fetali, sull’uso di questo materiale nella produzione di vaccini, medicine e prodotti di consumo come la cosmesi.
«I vaccini sono richiesti negli Stati Uniti per frequentare la scuola, ma in 47 dei 50 stati, i genitori possono presentare esenzioni religiose per i loro figli e il diritto alla coscienza morale è sacro e riconosciuto»

Perché avete scelto il nome «Figli di Dio per la vita»?
Fin dall’inizio del mio lavoro, sapevo che Dio mi aveva chiamato a fare questo. Andavo alla Messa quotidiana e pregavo con fervore perché sapevo del compito grande che stavo per intraprendere; ma sapevo anche che con la grazia di Dio si poteva fare. «Tutti coloro che sono guidati dallo Spirito di Dio, sono figli di Dio». (Romani 8:14). Quelli che vogliono ascoltare, imparare e aiutarci nella lotta contro la ricerca sperimentale sui feti sono, come me, mossi dallo Spirito a farlo.
L’aggiunta di “for Life” significava due cose:
1) che siamo per la vita – siamo pro-vita
2) che siamo e saremo figli di Dio per sempre.

Nel concreto di cosa vi occupate?
Il nostro lavoro è quello di educare e informare il pubblico. Io viaggio a livello nazionale e in Canada per tenere conferenze a scopo divulgativo. Disponiamo inoltre di opuscoli che spiegano quali vaccini, medicinali e altri prodotti contengono materiale fetale abortito, fornendo negli stessi opuscoli le opzioni morali disponibili. Lavoriamo con la Catholic Medical Association e la nostra US Conference of Catholic Bishops per promuovere vaccini prodotti con criteri morali leciti, come il nuovo vaccino contro l’herpes zoster Shingrix. Incoraggiamo sia il clero che i laici – e in particolare i nostri medici – a scrivere alle aziende farmaceutiche, chiedendo loro di fornire opzioni moralmente lecite ai pazienti, ringraziandoli quando ciò viene reso possibile.

Quindi vi considerate a tutti gli effetti un’associazione pro-life?
Assolutamente! Siamo al 100% pro-life senza eccezioni, come lo sono tutti i membri del nostro consiglio.
«Attualmente si sta intensificando una grande protesta contro l’uso di materiale ottenuto da cellule di feti abortiti recentemente e impiegate dalle agenzie del governo federale per produrre topi con cellule umane»

Il tema delle linee cellulari di feti abortiti è un argomento conosciuto e dibattuto in America?
Certo. Attualmente, ad esempio, si sta intensificando una grande protesta contro l’uso di materiale ottenuto da cellule di feti abortiti recentemente e impiegate dalle agenzie del governo federale per produrre topi con cellule umane. Non solo: con il suddetto materiale testano anche vaccini e altre medicine. La nostra Conferenza Episcopale degli Stati Uniti, insieme all’Associazione Medica Cattolica e ad oltre 50 leader pro-life, sta chiedendo al Congresso di porre fine a questa ingiustizia.

C’è un’obiezione di coscienza a questo problema?
In effetti è un grosso problema per le due parti coinvolte, cioè i medici e pazienti. I medici che non vogliono usare prodotti con materiale fetale abortito, e i pazienti che vogliono proteggere la loro salute ma non possono violare le loro convinzioni religiose, morali ed etiche profondamente radicate. I vaccini sono richiesti negli Stati Uniti per frequentare la scuola, ma in 47 dei 50 stati, i genitori possono presentare esenzioni religiose per i loro figli e il diritto alla coscienza morale è sacro e riconosciuto.

In Italia negano che alcuni vaccini siano prodotti con linee cellulari di feti abortiti. Nel corso degli anni avete raccolto materiale su questo?
Non tutti i vaccini sono prodotti usando cellule fetali abortite, ma in Italia molti lo sono. Ad esempio, non esiste un’alternativa morale per i vaccini MMR (morbillo, parotite, rosolia) o per l’epatite A in tutto il mondo, tranne che in Giappone. Non esiste alcuna alternativa morale in nessuna parte del mondo per la varicella e fino all’inizio di quest’anno, neanche nessuna opzione morale per l’herpes zoster era disponibile. La abbiamo ora negli Stati Uniti, in Canada e forse in alcune parti dell’Europa arriverà presto.
«Ci sono migliaia di linee cellulari fetali abortite che vengono immagazzinate e vendute attraverso società come American Type Cell Culture e Coriell Cell Repository per la ricerca e per le colture»

Quante linee derivate da feti abortiti volontariamente esistono ad oggi?
Ci sono migliaia di linee cellulari fetali abortite che vengono immagazzinate e vendute attraverso società come American Type Cell Culture e Coriell Cell Repository per la ricerca e per le colture. Quelle che vengono utilizzate per produrre vaccini e medicinali alcuni ancora in fase di sviluppo, ma la maggior parte già sul mercato sono 9: WI-26, WI-38, MRC-5, RA273, HEK-293, lambda.hE1, PER C6, Walvax 2 e PSP che viene utilizzato nelle creme per la pelle Neocutis.

E in quali vaccini sono presenti?
Questo può variare nei diversi paesi, ma i vaccini contenenti materiale fetale abortito negli Stati Uniti e in Canada sono: MMR, Varivax (varicella) Zostavax (fuoco di Sant’Antonio), Polio, Rabbia, Epatite-A (4 di questi), Vaiolo ed Ebola. Poi ci sono alcuni vaccini che si combinano con quanto sopra, come un morbillo-rosolia, parotite-rosolia, MMR + varicella (4 di questi), epatite-A + B, epatite-A più tifoidea, combinazioni di poliomielite come Pentacel, Quadracel , Infanrix-IPV-HiB. Inoltre ci sono molti altri medicinali che usano materiale fetale abortito come Adenovirus 4,7, Pulmozyme, Procrit, Epoetin alfa, Epogen, Aranesp, Darbepoetin alfa, Abciximab, rhFV1, Nuwiq, Eloctate, G-CSF ( per le gravi infezioni) – sono oltre 40 in totale.

Lo scandalo della Planned Parenthood ha a che fare, secondo lei, con tutta questa combinazione di morte e “ricerca”?
Solo nella misura in cui ha codificato tutto ciò che dicevamo da anni. Qui non si trattava solo di uno o due aborti (come qualcuno vuole  far credere riferendosi sempre ai due casi degli anni ’60) : ce n’erano migliaia, e i tessuti e gli organi fetali sono stati voluti e ottenuti con il pieno intento di produrre vaccini –  in molti casi gli aborti sono stati forzati come nella ricerca iniziale della poliomielite.
«Qui non si trattava solo di uno o due aborti (come qualcuno vuole  far credere riferendosi sempre ai due casi degli anni ’60) : ce n’erano migliaia, e i tessuti e gli organi fetali sono stati voluti e ottenuti con il pieno intento di produrre vaccini – in molti casi gli aborti sono stati forzati come nella ricerca iniziale della poliomielite»

Ma la Chiesa, in particolare l’organo della Pontificia Accademia per la vita, ha affermato che non vi è alcun problema morale perché gli aborti sono stati fatti molti anni fa. Cosa ne pensate e come avete reagito a queste affermazioni?
In realtà non è quello che hanno detto nel 2005. La Pontificia Accademia per la Vita, in quel documento dichiarò i vari gradi di colpevolezza morale, osservando che gli abortisti, i ricercatori e le compagnie farmaceutiche che li hanno prodotti sono colpevoli di una cooperazione materiale diretta e formale con il male, che è illecita e peccaminosa. I gradi di cooperazione per medici e pazienti che avevano bisogno di usarli erano vari e complicati. Ecco cosa hanno dichiarato nel documento del 2005:
«Per quanto concerne chi ha la necessità di utilizzare tali vaccini per ragioni di salute, va precisato che, esclusa ogni c. formale, generalmente medici o genitori per i loro bambini che ricorrono all’uso di tali vaccini, pur conoscendone l’origine (l’aborto volontario), realizzano una forma di cooperazione materiale mediata molto remota, e quindi molto debole, rispetto alla produzione dell’aborto, e una cooperazione materiale mediata, rispetto alla commercializzazione di cellule procedenti da aborti, e immediata, rispetto alla commercializzazione dei vaccini prodotti con tali cellule. La cooperazione è più forte da parte delle autorità e dei sistemi sanitari nazionali che accettano l’uso dei vaccini.
Ma in questa situazione, più emergente è l’aspetto della c. passiva. Ai fedeli e ai cittadini di retta coscienza (padri famiglia, medici, ecc.) spetta di opporsi, anche con l’obiezione di coscienza, ai sempre più diffusi attentati contro la vita e alla “cultura della morte” che li sostiene. E da questo punto di vista, l’uso di vaccini la cui produzione è collegata all’aborto provocato costituisce almeno una cooperazione materiale passiva mediata remota all’aborto, e una cooperazione materiale passiva immediata alla loro commercializzazione. Inoltre, sul piano culturale, l’uso di tali vaccini contribuisce a creare un consenso sociale generalizzato all’operato delle industrie farmaceutiche che li producono in modo immorale».
Hanno poi continuato a parlare dei doveri di noi cattolici in questa materia:
«Pertanto, i medici e i padri di famiglia hanno il dovere di ricorrere a vaccini alternativi (se esistenti), esercitando ogni pressione sulle autorità politiche e sui sistemi sanitari affinché altri vaccini senza problemi morali siano disponibili. Essi dovrebbero invocare, se necessario, l’obiezione di coscienza rispetto all’uso di vaccini prodotti mediante ceppi cellulari di origine fetale umana abortiva.
Ugualmente dovrebbero opporsi con ogni mezzo (per iscritto, attraverso le diverse associazioni, i mass media, ecc.) ai vaccini che non hanno ancora alternative senza problemi morali, facendo pressione affinché vengano preparati vaccini alternativi non collegati a un aborto di feto umano e chiedendo un controllo legale rigoroso delle industrie farmaceutiche produttrici.
Per quanto riguarda le malattie contro le quali non ci sono ancora vaccini alternativi, disponibili, eticamente accettabili, è doveroso astenersi dall’usare questi vaccini solo se ciò può essere fatto senza far correre dei rischi di salute significativi ai bambini e, indirettamente, alla popolazione in generale».
Come può vedere non è un problema semplice, e certamente una parte di Chiesa lo ha preso molto seriamente, così come i nostri medici e tutti quelli che seguono Children of God for Life in questa opera di apostolato.

In America ci sono preti, vescovi o cardinali che sostengono la vostra battaglia bioetica?
Sì! Abbiamo avuto il pieno sostegno di numerosi membri del clero, tra cui cardinali e vescovi, molti dei quali mi hanno fatto parlare nelle loro parrocchie o in eventi pro-life su questo tema, nel tentativo di informare il pubblico e di unire le forze impegnandosi a fare pressione per ottenere alternative moralmente lecite.

Cambiamo argomento: come state vivendo le vicende sugli scandali degli abusi sessuali in America, a quanto pare coperti da così tante autorità ecclesiali?
Lo scandalo non ha colpito direttamente la nostra attuale diocesi, ma in passato ci sono stati problemi qui in Florida e negli Stati Uniti. I laici stanno alzando la voce chiedendo risposte e rimozioni di quei cardinali e vescovi che hanno coperto gli abusi. Anche i nostri buoni vescovi chiedono una riforma completa. C’è grande dolore e bisogno di una preghiera senza fine rispetto a queste gravi vicende.

Cosa ne pensa del memoriale di Mons. Viganò?

Anche se non conosco personalmente l’ex Nunzio, non ho motivo per dubitare della veridicità di ciò che ha detto e scritto. Lo ricordo e lo sostengo sempre nelle mie preghiere.

Tratto da: http://www.renovatio21.com/vaccini-aborti-cosmetici-parlano-i-children-of-god-for-life/
Articoli Correlati:

Dagli USA una lista vaccini e prodotti con cellule fetali
http://informaresenzacensure.blogspot.com/2018/06/dagli-usa-una-lista-vaccini-e-prodotti.html

Cellule di feti abortiti nei vaccini, intervista a Stefano Montanari

Vaccini: come possono essere dichiarati sicuri questi farmaci?


“I vaccini prodotti in linee cellulari fetali umane contengono inaccettabilmente alti livelli di contaminanti del frammento di Dna fetale. Frammenti di Dna umano di lunghezza e profilo epigenetico simile si integrano spontaneamente nel genoma di linee cellulari primitive, un processo che può essere aumentato nel contesto dell’infiammazione”.

È quanto emerge dalla sintesi dello studio “Epidemiologie and Molecular Relationship Between Vaccine Manufacture and Autism Spectrum Disorder Prevalence”, condotto nel 2015 dalla biologa molecolare Theresa Deisher, di cui d parla più nel dettaglio la dottoressa Loretta Bolgan.

Dottoressa Bolgan, qual è la sua formazione professionale?
Sono laureata in Chimica e tecnologie farmaceutiche e ho un dottorato di ricerca in Scienze farmaceutiche. Ho lavorato al Massachussetts General Hospital di Boston come biologa molecolare, dove ho svolto manipolazioni genetiche di virus e studi sulla cancerogenesi. Successivamente ho lavorato in un’azienda che si occupa di ricerca e sviluppo di kit diagnostic. Ho pubblicato i miei studi in questi primi anni di attività, per poi dedicarmi allo studio della tossicologia dei vaccini. Da oltre quindici anni lavoro come consulente tecnico di parte per vari studi legali e mi occupo di consulenze scientifiche sui danni da vaccino, spiegando se e quali componenti hanno causato problemi a chi ne ha fatto uso.

Secondo lei i vaccini servono?
Lo scopo per cui vengono prodotti i vaccini è per stimolare l’organismo alla produzione di anticorpi protettivi nei confronti di malattie infettive gravemente invalidanti, per le quali non esistono cure efficaci. Per capire se i vaccini servono, bisogna verificare se realmente sono in grado di proteggere la persona dalle malattie per le quali si vaccina, cioè se sono efficaci. Possiamo dire che i vaccini più efficaci sono quelli che hanno all'interno i virus attenutati, mentre quelli inattivati presentano più problemi di efficacia, motivo per cui è necessario l'uso di adiuvanti; tutti i vaccini necessitano di più richiami perché la risposta immunitaria tende a diminuire nel tempo.

Tuttavia, l’efficacia non è il solo fattore da prendere in considerazione per valutare se il vaccino serve, in quanto bisogna analizzare anche l’incidenza delle malattie per le quali si vaccina e il rischio di reazioni avverse. In Italia, ad esempio, a mio avviso le vaccinazioni contro malattie ormai debellate da tempo non hanno più motivo di essere fatte, e quelle contro malattie per le quali sono possibili cure o hanno un rischio molto basso di conseguenze gravemente invalidanti, sarebbero da utilizzare solo in caso di epidemie molto estese, dopo però un’attenta valutazione del rapporto beneficio/rischio di reazioni avverse. Tra l’altro è bene precisare che i virus vaccinali sono delle popolazioni di virus mutanti, per cui vaccinarsi in Italia contro una malattia non impedisce il contagio in un Paese estero, dove il virus può presentare caratteristiche diverse.
Quindi, solo con un’accurata valutazione per ciascun vaccino del rapporto beneficio, inteso come efficacia e necessità di somministrazione in caso di epidemia, e rischio, inteso come incidenza di complicanze gravi, è possibile rispondere alla domanda posta inizialmente, in quanto anche se un vaccino è potenzialmente efficace e quindi di fatto serve, se utilizzato per prevenire malattie non più presenti e se causa reazioni avverse gravemente invalidanti, il suo utilizzo su larga scala non trova giustificazione».

I vaccini sono efficaci?
Va premesso che un vaccino è efficace se è in grado di proteggere l’individuo da una malattia, non se consente lo sviluppo degli anticorpi; inoltre, è ben noto che nessun vaccino possiede il cento per cento di efficacia, intesa come produzione di anticorpi vaccinali. In quest’ottica, in realtà, non ci sono studi che ci permettano di dire con certezza che i vaccini siano efficaci. La letteratura scientifica dimostra solamente la capacità dei vaccini di produrre gli anticorpi contro la malattia, ma questo non significa necessariamente essere protetti dal contagio. Il vaccino, inoltre, contiene dei surrogati del virus o del batterio che causano la malattia, modificati in maniera importante, a cui consegue quindi una risposta immunitaria molto diversa da quella che genererebbe il virus o il batterio originario. Per valutare l’efficacia vaccinale si dovrebbe analizzare un campione significativo di una popolazione colpita da epidemia e vedere quanti soggetti, tra i soggetti vaccinati e non, contraggono la malattia. Va fatto notare che sempre più frequentemente sono segnalate epidemie nelle popolazioni con alta copertura vaccinale.

E sulla sicurezza? Quali sono le possibili reazioni avverse da vaccino?
Per poter rispondere a queste domande bisogna analizzare due aspetti. Il primo riguarda le modalità con cui si effettuano gli studi sulla sicurezza. Il secondo, invece, è capire se le sostanze contenute nelle dosi vaccinali portano con sé problemi di sicurezza. Su questo secondo punto abbiamo già delle risposte, perché diversi studi ci confermano la tossicità di alcuni componenti dei vaccini. Un punto critico nella produzione dei vaccini è che alcuni tipi di contaminanti e residui di lavorazione potenzialmente pericolosi non vengono testati nel prodotto finale, poiché l’Ema, l’Agenzia europea per i medicinali, consente alle aziende produttrici di analizzare i componenti del vaccino nelle prime fasi della produzione.
Eventuali alterazioni o mutazioni potenzialmente pericolose che potrebbero così presentarsi nel prodotto confezionato, hanno meno probabilità di essere scoperte. In più, per quanto riguarda gli studi di sicurezza, l’Agenzia consente che il monitoraggio attivo delle reazioni avverse conseguenti alla pratica vaccinale, venga effettuato soltanto nei primi giorni successivi all’inoculazione. In realtà, una reazione avversa, soprattutto di tipo autoimmunitario, può manifestarsi in tempi estremamente più lunghi rispetto al periodo in cui vengono registrate le reazioni acute delle prime ore o i primi giorni dopo la vaccinazione. Per questo, il nesso di causalità tra vaccini e patologie diventa difficilmente dimostrabile, data l’inadeguatezza dei tempi di monitoraggio stabiliti.

Cosa contengono i vaccini?
I vaccini contengono innanzitutto uno o più principi attivi, gli antigeni, che possono essere costituiti da un virus, un batterio o una frazione del virus o del batterio, opportunamente modificati in modo da stimolare il sistema immunitario, senza causare la malattia. Tra gli eccipienti troviamo i conservanti e l’adiuvante, che si inserisce in particolare nei vaccini inattivati o costituiti da frazioni di antigene, con la funzione di causare un’infiammazione locale in grado di attivare la risposta immunitaria. Senza l’adiuvante il vaccino è totalmente inefficace, tra quelli in commercio il più utilizzato è 1’alluminio. È importante ricordare che la risposta immunitaria si ha a partire da una certa età, poiché un neonato alla nascita o a tre mesi non ha alcuna capacità di produrre anticorpi a causa dell'immaturità del sistema immunitario, per cui vaccinare nella primissima infanzia non ha alcun senso per la copertura che si vuole ottenere.

E voi cos'altro avete trovato?
Grazie al Corvelva, il Coordinamento Regionale Veneto per la Libertà delle Vaccinazioni, è stato possibile finanziare e commissionare a un laboratorio qualificato per l’analisi del materiale genetico mediante sequenziamento con una tecnologia innovativa, l’analisi di sette vaccini attualmente in commercio. Tra questi, nel vaccino Priorix Tetra, il quadrivalente contro morbillo, parotite, rosolia e varicella, è stata individuata la presenza di quantità di materiale genetico estraneo, in particolare umano, che non si possono definire residue. Abbiamo quindi chiesto all’Ema quali siano le conseguenze sulla salute umana legate alla presenza di questo Dna nelle dosi vaccinali. Questo ha risposto di essere già a conoscenza della presenza di tali impurezze e che gli studi in loro possesso ne assicurano l'innocuità e la non pericolosità. Pertanto non è necessario stabilirne un limite massimo tollerato.
Studi recenti condotti dalla dottoressa Deisher, biologa molecolare di fama mondiale, hanno invece dimostrato come il Dna fetale presente nei vaccini attenuati possa portare a delle ricombinazioni con il materiale genetico del soggetto vaccinato, rendendolo più soggetto a cancerogenesi e a patologie autoimmuni. Questo è un paradosso: non mangiamo mais geneticamente modificato a causa dei potenziali rischi per la salute, ma iniettiamo materiale genetico estraneo al nostro corpo all’interno del nostro organismo.

E per l'alluminio esiste una dose limite tollerata?
Va tenuto presente che la quantità di alluminio contenuta nei vaccini è quella ritenuta efficace per l’azione adiuvante, non la quantità sicura. Tra l'altro, la dose massima tollerata per i vaccini, non è ancora stata regolamentata, in quanto le linee guida internazionali fanno riferimento all’ingestione per via orale giornaliera continuativa di alluminio presente come contaminante negli alimenti, ma non tengono conto che l’assorbimento dell’alluminio in seguito all’ingestione o all’inoculazione è compieta-mente diverso, così come sono diverse le possibili reazioni avverse e la conseguente pericolosità. Con l’inoculazione, infatti, le cellule del sistema immunitario inglobano l’alluminio e lo trasportano in tutti i distretti del nostro corpo, compreso il cervello. Con l'ingestione la sostanza viene espulsa quasi completamente dall’organismo.

Esistono sostanze più sicure dell'alluminio?
Si stanno producendo sistemi adiuvanti che possano sostituire l’alluminio, ma il problema permane. L’adiuvante deve creare un’infiammazione che stimoli il sistema immunitario, ma questa è sempre causa possibile di reazione autoimmune. Al momento non è possibile eliminare l’uso degli adiuvanti senza rendere inefficace il vaccino. Se si riducesse la dose di alluminio, si dovrebbe compensare tale riduzione con l’aumento di altre sostanze, comunque dannose.

E la formaldeide, che ruolo ha?
La formaldeide denatura le proteine presenti nei vaccini (ad esempio le tossine del tetano e della pertosse) in modo che siano in grado di stimolare la formazione di anticorpi senza causare la malattia. Un altro suo effetto è quello di degradare il Dna presente nel vaccino, tra cui i virus della poliomielite nel vaccino esavalente, con la conseguenza che nelle nostre analisi non abbiamo riscontrato la presenza di tali antigeni. L’Ema ha risposto spiegando che prima che avvenga la degradazione dell’antigene si forma una proteina antigenica chiamata antigene D, di cui però non è dimostrata clinicamente l'efficacia. Infine, la formaldeide può essere presente come residuo di lavorazione nei vaccini e scatenare reazioni allergiche.

Tratto da:  http://www.informasalus.it/it/articoli/vaccini-efficacia-sicurezza.php

Terremoto nella sanità: medico e imprenditore arrestati per corruzione: 36 indagati scatta l'operazione 'Conquibus' che coinvolge dirigenti medici e rappresentanti delle case farmaceutiche

03 ottobre 2018 08:38

Terremoto nella sanità, medico e imprenditore arrestati per corruzione: 36 indagati

I Nas di Parma hanno condotto una vasta operazione che ha portato all'arresto di un dirigente medico e di un imprenditore, oltre a nove persone indagate tra medici universitari e rappresentanti del settore farmaceutico. Le pesanti accuse nei loro confronti sono: corruzione, induzione indebita a dare e promettere utilità, comparaggio farmaceutico, abuso d'ufficio, falso ideologico e truffa aggravata. 
Oltre 200 carabinieri del Comando per la Tutela della Salute e dei Comandi Provinciali di 7 Regioni stanno eseguendo un'ordinanza d'applicazione di misure cautelari richiesta dalla Procura della Repubblica di Parma ed emessa dal Gip: oltre agli arresti e alle indagini, è in corso anche il sequestro di oltre 335 mila euro per i reati di corruzione e truffa. L'operazione, chiamata 'Conquibus', coinvolge dirigenti, medici, universitari e rappresentanti del settore farmaceutico: 11 misure cautelari, 36 persone indagate e 7 aziende farmaceutiche coinvolte. Le regioni interessate dall'operazione sono: Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Umbria e Lazio.
I dettagli dell'operazione saranno resi noti dal Procuratore della Repubblica di Parma nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle ore 11,30 presso il Palazzo di Giustizia di Parma

Tratto da:  https://www.parmatoday.it/cronaca/terremoto-nella-sanita-medico-e-imprenditore-arrestati-per-corruzione-36-indagati.html

Aggiornamenti 03 ottobre 2018 13:07

Corruzione in sanità, arrestato il medico Franco Aversa: altre 10 misure cautelari

Secondo l'accusa il luminare delle cellule staminali, direttore della struttura complessa Ematologia e Centro trapianti midollo osseo sarebbe al centro di un sistema criminale che avrebbe favorito alcune case farmaceutiche
Corruzione in sanità, arrestato il medico Franco Aversa e un imprenditore: altre 9 misure cautelari

Franco Aversa, luminare delle cellule staminali e direttore della struttura complessa Ematologia e Centro trapianti midollo osseo dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, è finito in manette con le pesanti accuse di corruzione, induzione indebita a dare e promettere utilità, comparaggio farmaceutico, abuso d'ufficio, falso ideologico e truffa aggravata. Al termine dell'inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica e condotta dai Nas di Parma, è finito agli arresti anche un imprenditore: altre nove persone, tra medici e rappresentati del settore farmaceutico, sono state raggiunte da misure cautelari interdittive: in totale gli indagati sono 36. Oltre alle misure cautelari il Gip ha predisposto anche il sequestro di 335 mila euro, una cifra che corrisponde all'ammontare delle somme per le sponsorizzazioni dei farmaci. 
L'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip ed eseguita nella mattinata del 3 ottobre con l'impiego di 200 carabinieri del Comando per la Tutela della Salute e dei Comandi provinciali di sette Regioni, Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Liguria, Umbria, Friuli Venezia-Giulia e Lazio, ha colpito persone che operano nell'ambito universitario per la promozione e la commercializzazione di farmaci.
Secondo l'accusa infatti l'indagine ha permesso di "in un importante dirigente sanitario pubblico, nonchè professore universitario di fama internazionale e nella referente di un provider per eventi scientifici e formativi, accreditati per la prescritta Educazione Continua in Medicina, il fulcro di un articolato sistema delinquenziale, realizzato sfruttando la posizione del sanitario all'interno dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria, al vertice della struttura complessa Ematologia e Centro trapianti midollo osseo". L'attività criminosa, sempre secondo l'accusa "veniva svolta con la complicità di altri professori ed amministrativi universitari, medici, rappresentanti di aziende farmaceutiche" allo scopo di condizionare gli eventi dell'Educazione Continua in Medicina per favorire i piani di marketing della aziende che avrebbero influenzato la scelta dei contenuti e dei partecipanti. 
Oltre a questo le persone coinvolte nell'indagine avrebbero prescritto farmaci costosi per terapie salvavita allo scopo di avvantaggiare le case farmaceutiche, promuovendone la divulgazione nei vari eventi congressuali ed avrebbero sostenuto la rimborsabilità dei farmaci alle Autorità regionali per favorire gli interessi economici delle aziende. Tra le accuse anche quelle di aver promosso concorsi fasulli, all'interno dei quali venivano favoriti dei candidati individuati prima dello svolgimento delle prove. 


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Massima solidarietà a questo genitore e alla bambina vittime dell'apartheid del regime sanitario nel quale è piombato il nostro paese....

02/10/2018
Egregia Redazione,
mi chiamo Marco Lorenzon, veneto in autodeterminazione sotto tutela del Comitato Liberazione Nazionale Veneto. Mi sento in dovere per onor di cronaca di dover replicare al vostro articolo odierno sui fatti di ieri avvenuti a Rosà, dove mia figlia é stata esclusa dalla scuola d'infanzia con una telefonata.

Sono l'attore principale di tutta la storia e non vi siete neanche degnati di sentire la mia versione. Vi siete recati sul posto la mattina presto e non ci avete attesi per sentire la nostra versione, forse troppo coinvolti dalla solerzia nel voler scrivere un articolo con informazioni unilaterali che in altri tempi avrebbero chiamato "propaganda", o forse perché ritenete la nostra posizione non credibile o addirittura ridicola.

Prima di tutto, colpisce il fatto che non sia specificato lo status mio e del mio nucleo familiare: noi siamo una famiglia sotto giurisdizione del CLNV e tutelata dalla legge 881/77 e il D.lgs 212/2010, entrambe leggi italiane. La prima ratifica il diritto di autodeterminazione dei popoli, la seconda, invece, ha abrogato i regi decreti che annettevano illegittimamente le province venete al regno d'Italia e che pone in difetto di giurisdizione lo Stato italiano sui territori veneti, fatto non di poco conto.

Forse adesso vi sarà un po' più chiaro del perché a mia figlia siano stati negati dei diritti umani fondamentali riconosciuti a livello internazionale.

È mio desiderio farvi anche notare che la legge Lorenzin non prevede l'obbligo vaccinale per i minori stranieri accompagnati dai genitori, ovvero i bambini stranieri che non hanno cittadinanza italiana possono usufruire dei servizi come l'istruzione e la sanità senza doversi adeguare agli obblighi vaccinali. Ovviamente loro non sono un pericolo, giusto? Altrimenti che senso avrebbe sottoporli ad obbligo vaccinale. Questo non lo sapeva neanche il commissario di polizia che ieri mattina ha intrattenuto me, mia moglie e i rappresentanti delle Autorità Nazionale Veneta per circa mezz'ora davanti all'ingresso secondario della scuola dell'infanzia che frequentava mia figlia. Il commissario era accompagnato da una decina di agenti tra carabinieri e poliziotti: siamo stati ripresi con una telecamera da parte delle forze di polizia per tutto il tempo con cui abbiamo dialogato e più della metà dei rappresentanti delle forze dell'ordine presenti in loco era armati, contro un papà, una mamma e i rappresentanti del Comitato che si sono presentati con le più pacifiche delle intenzioni come specificato nella PEC mandata anche al Ministero dell'Interno.

Altro che sit-in no vax, c'era la polizia in borghese! E questo rende assolutamente ridicola la vostra interpretazione dei fatti.

Mi domando perché a voi interessi solamente far passare una parte dell'informazione. Forse perché la Lorenzin l'anno scorso Vi ha bacchettato sulle fake news? Per caso la Lorenzin vi ha anche confermato che la stupidaggine da lei stessa proferita a Porta a Porta riguardo i 270 morti di morbillo nel 2013 a Londra fosse anche la più grande fake news e il più grande procurato allarme non denunciato degli ultimi anni in italia? O vi siete preoccupati solamente di allinearvi al mainstream per non destare troppo scalpore?

Vorrei anche ricordarvi di due situazioni molto importanti per quel che riguarda la sicurezza della profilassi vaccinale in Italia: la relazione della Commissione Parlamentare sui militari morti per pluri vaccinazione o resi disabili e quindi forzatamente congedati a causa della stessa, nonché le indagini penali in corso presso la Procura di Roma per commercializzazione di farmaci imperfetti, con numero di protocollo 50866/2017.

Queste due notizie di rilevanza fondamentale in ambito di profilassi vaccinale le avete mai date?

È da un anno che scrivo raccomandate a asl, sindaco e legale rappresentante della scuola d'infanzia riguardo questi aspetti e nessuno si è mai degnato di rispondermi, se non in questi giorni dopo che io personalmente ho fermato il sindaco ad una manifestazione locale. Il legale rappresentante dell'a
silo mi ha comunicato l'esclusione di mia figlia via telefono. Però è facile andare davanti agli organi di stampa a dire "abbiamo applicato la legge". E a scriverlo a senso unico senza sentire le due parti. Dimenticavo di dirvi che l'attuale Ministro della Salute, l'onorevole Giulia Grillo, ha contribuito significativamente alla relazione della Commissione Parlamentare sulle morti i danni da vaccinazione nei confronti dei militari. Questo lo sapevate? Lo avete mai scritto?

Adesso forse vi è più chiaro perché molta gente come me, che voi chiamate volgarmente "no vax", si pone delle domande legittime nei riguardi della salute dei propri figli. I bambini italiani sono attualmente sottoposti ad una sperimentazione a tutti gli effetti che li vede protagonisti in prima linea, per difendere un'immunità di gregge che non esiste perché si parla di una fetta piccolissima di cittadinanza. Ora però che l'attuale governo prevederà l'estensione della vaccinazione obbligatoria anche agli adulti probabilmente anche voi giornalisti inizierete a fare un po' di inchieste serie, invece che puntare il dito su chi i dubbi ce li ha a ragion veduta.

Rimango disponibile per ulteriori chiarimenti, anche se credo che non ci sia molto altro da dire .
Buona giornata.
Viva San Marco

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