venerdì 20 aprile 2018

Al G8 di Genova aveva ragione chi manifestava contro il Capitalismo


Nonostante le accelerazioni impetuose del turbocapitalismo già ci riconsegnano un ricordo sbiadito di quegli avvenimenti che sembrano appartenere ad un’altra epoca ormai remota: la compressione spazio-temporale dell’ipermodernità e i dispositivi discorsivi che la sorreggono non ci permettono infatti di inquadrare le nostre esperienze di vita. L’ipertrofico “consumo di eventi” nasconde l’infinitesima brevità di un 17ennio nella storia dell’umanità, così come l’insistente e reiterata invocazione deduttiva della “chiusura di un ciclo” nasconde molto spesso null’altro che il desiderio soggettivo di vivere e sopravvalutare il proprio tempo come dimensione cruciale “a cavallo della storia”. Porre lo sguardo oltre la contingenza immediata, e possibilmente anche oltre il cortile di casa, ci aiuterebbe invece nel cogliere alcune tendenze dei processi storici sui quali sarebbe opportuno interrogarci.



Detto ciò vi propongo questo articolo:

Globalizzazione, neoliberismo sfrenato, riscaldamento globale, disuguaglianza sociale sempre più netta, politiche migratorie sbagliate: letti a 15 anni di distanza, i motivi che portarono in piazza i Social Forum a Genova sono gli stessi che ci inquietano oggi





Stephen Jaffe/Getty Imag













Oggi è il 15esimo anniversario dell'assalto alla scuola Diaz, a Genova, la sede del centro di coordinamento del Genoa Social Forum, ovvero uno dei peggiori momenti della storia sociale italiana, un momento che Amnesty International ha definito come “la più grande sospensione dei diritti umani e democratici dalla Seconda Guerra Mondiale in Europa”. Gli arrestati furono 93, 81 di loro vennero feriti, 61 dei feriti vennero portati in ospedale, gli altri finirono a Bolzaneto. Tre dei feriti arrivarono in ospedale in prognosi riservata. Uno ci arrivò in coma.

Ma il 21 luglio del 2001 a Genova successe anche un'altra cosa, molto più macroscopica, ma paradossalmente dimenticata da quasi tutti. Quel giorno, per le strade di Genova, tra attivisti di ogni bandiera e colore, sindacalisti, movimenti cattolici, migranti, studenti, professori, intellettuali, politici, giornalisti di tutto il mondo, c'erano 300mila persone che portavano all'attenzione del G8 una serie di problemi che, secondo loro, erano uno scacco matto sul nostro futuro.

La gran parte di quei 300mila era arrivata in città quel mattino stesso, malgrado gli inviti di alcuni partiti a annullare le manifestazioni, malgrado la tensione e la paura di nuovi scontri con le forze dell'ordine, malgrado la città fosse un campo di battaglia. E ci era arrivata non per protestare contro l'uccisione di Carlo Giuliani. Ci era arrivata con degli obiettivi di protesta, con dei contenuti, purtroppo completamente oscurati dalle violenze di quei giorni.

Sono passati 15 anni e viviamo in un mondo che è molto diverso da quello di quell'estate, eppure, già all'epoca, i motivi per essere preoccupati per il futuro delle nostre società non erano poi così diversi da quelli che ora sono i motivi del terrore per il presente delle stesse: neoliberismo sregolato, legalità dei paradisi fiscali, dominio della finanza sull'economia, impoverimento delle classi medie a livello internazionale, aumento dell'ingiustizia sociale a livello internazionale, insostenibilità delle politiche economiche fondate sul debito, polarizzazione della distribuzione delle ricchezze, sregolato aumento del potere del privato sul pubblico, delle multinazionali sugli stati, delle lobby sui parlamenti, instabilità mediorientale, diffusione endemica di xenofobia e razzismo.

Questi sono i temi che i Social Forum portavano in piazza a Genova, a Firenze, a Roma, a Parigi e in tutte le altre occasioni in cui, all'inizio degli anni Duemila, si radunarono. Si trovano facilmente, messi tutti in fila nel documento finale del Social Forum di Porto Alegre, tenutosi in Brasile nel 2002 (dopo i fatti di Genova e a 11 settembre già avvenuto). Si tratta di un documento suddiviso in 16 punti, e leggerselo ora a distanza di 15 anni è molto istruttivo.

E se fa impressione scorrere quella lista oggi, a distanza di 15 anni, è proprio perché in quella lista ci sono tutti i maggiori problemi che stanno minacciando il nostro presente. Ed erano già lì, tutti, in nella fila, 15 anni fa. Difficile dire se in quel momento si era ancora in tempo per cambiare qualcosa; si sa, le dinamiche storiche hanno radici molto più profonde di quelle che tendiamo a vedere noi passeggeri della Storia.

Eppure, malgrado tutto, oggi è difficile negare che quel giorno — che oggi ricordiamo più per il terrificante assalto alla scuola Diaz, per gli arresti e per le cariche della polizia, piuttosto che per i motivi dei manifestanti — ad essere seduti dalla parte della ragione erano proprio loro, i manifestanti. E che abbiamo lasciato che gli sparassero addosso.

Tratto da: http://www.linkiesta.it/it/article/2016/07/21/al-g8-di-genova-avevano-ragione-i-no-global/31246/


Per chi non lo sapesse: G8 di Genova, nuova condanna di Strasburgo: a Bolzaneto fu tortura, l’indagine dell’Italia non efficace
https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/10/26/g8-di-genova-nuova-condanna-di-strasburgo-a-bolzaneto-fu-tortura-indagine-italia-non-efficace/



Nonostante tutto i macellai servitori dei signori del mondialismo stanno facendo tutti carriera.
26/12/2017 Promosso anche l'ex vicequestore che accusò i manifestanti di aver ucciso Giuliani. Adriano Lauro nominato questore a Pesaro. Era il responsabile dell'ordine pubblico nei giorni del G8 di Genova. E lanciava sassi contro i manifestanti...
http://genova.repubblica.it/cronaca/2017/12/26/news/lauro_promosso_alimonda_genova_questore-185253805/?refresh_ce

27/12/2018 G8, anche il poliziotto delle molotov fa carriera nella Stradale del Lazio
Condannato a tre anni per falso - Le prove inventate contro i manifestanti
https://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/g8-anche-il-poliziotto-delle-molotov-fa-carriera-nella-stradale-del-lazio/


24/12/2017 Ai vertici dell'antimafia un condannato per la "macelleria messicana" alla scuola DiazAi vertici dell'antimafia un condannato per la "macelleria messicana" alla scuola Diaz
Gilberto Caldarozzi, 3 anni e 8 mesi per i falsi del G8, è il numero 2 della Dia. Per i giudici ha "gettato discredito sulla Nazione agli occhi del mondo intero"
http://genova.repubblica.it/cronaca/2017/12/24/news/pezzo_caldarozzi-185042399/?refresh_ce



Toh un boys dell'ex capo della polizia Gianni De Gennaro ai vertici dell'antimafia?
" Ha finito di scontare la pena nel giugno scorso. E in attesa del reintegro in polizia, ha ottenuto un contratto di consulenza con Finmeccanica per occuparsi del settore della sicurezza. Gilberto Caldarozzi, l’ex capo del Servizio centrale operativo, condannato a tre anni e otto mesi di reclusione nel processo per l’irruzione alla scuola Diaz durante il G8 di Genova del 2001, lavora per la holding specializzata in sistemi di difesa guidata da Mauro Moretti da un paio di settimane. Ha raggiunto l’attuale presidente dell’Ente, Gianni De Gennaro, all’epoca capo della polizia, del quale Caldarozzi era certamente uno dei collaboratori più stretti. " http://m.dagospia.com/de-gennaro-chiama-in-finmeccanica-un-poliziotto-condannato-per-la-diaz-93514

Nell'aprile 2008 viene richiesto il rinvio a giudizio per De Gennaro per istigazione alla falsa testimonianza nelle indagini inerenti ai fatti del G8 di Genova e in particolare i fatti della scuola Diaz. Il 1º luglio 2009 il pm chiede che gli siano attribuiti due anni di reclusione per istigazione alla falsa testimonianza, cioè per pressioni sull'ex questore affinché dichiarasse il falso sugli eventi alla scuola Diaz durante il G8 di Genova, per cui in aprile dell'anno prima era stato chiesto il rinvio. L'8 ottobre 2009 nella sentenza di 1º grado, De Gennaro viene assolto. Il 17 giugno 2010 De Gennaro viene condannato in appello ad un anno e quattro mesi di reclusione per istigazione alla falsa testimonianza nei confronti dell'ex questore di Genova Francesco Colucci nel processo per l'irruzione alla Diaz del G8 nel 2001. Il 23 novembre 2011 viene infine assolto in quanto "i fatti non sussistono". Il 10 dicembre 2012 l'ex questore di Genova Francesco Colucci è però condannato a due anni e otto mesi per falsa testimonianza in favore di De Gennaro.... Il Caso Biagi Il 26 febbraio 2015, in riferimento alla negata assegnazione della scorta al giuslavorista Marco Biagi ucciso dalle BR nel 2002, a Gianni De Gennaro, l'allora Capo della Polizia, e a Claudio Scajola, ex Ministro dell'Interno, viene notificato un atto in cui si chiede a una sezione speciale del tribunale di Bologna di interrogarli per sapere se intendono o meno avvalersi della prescrizione.  ( Fonte wikipedia)

Fino a quando non fermo luce sull'oscuro passato che avvolge il nostro paese saremo governati da criminali mascherati da politici. 


Un ricordo va al povero Carlo Giuliano che ha pagato con la vita il tentativo di ribellarsi alla status quo. Carlo infondo era solo un ragazzo non meritava quella fine non aveva un fucile in mano ( Forse se l'avesse avuto era ancora in vita ) ma un estintore vuoto.



Le televisioni ti hanno mostrato un volto coperto, un corpo gracile e un estintore (vuoto) tenuto in mano. Le televisioni non ti hanno raccontato il contesto, non ti hanno raccontato che i Defender (delle specie di camionette) passavano in mezzo alla folla cercando di investire le persone. E che poi un Defender si incagliò lì, proprio in quel punto, e stranamente si rimise in moto solo dopo che il carabiniere uccise Carlo, e sul corpo di Carlo, poi, il Defender ci passò sopra. Non una, ma due volte.


E quando Carlo era a terra, probabilmente ancora vivo, perché il sangue gliel'hanno trovato anche nelle vie aeree, non ti hanno raccontato che gli stessi che lo hanno ucciso gli hanno fatto delle cose brutte con un sasso picchiato sulla testa, e poi hanno provato a dire che ad ucciderlo era stato "il sasso di un manifestante". Ma non ci riuscirono. E la poliziotta alla radio subito dopo esultò: "1-0 per noi", sì, disse proprio così, c'è la registrazione.



" Piazza Alimonda, Genova, h. 17:30 circa del 20 luglio 2001. I tutori dell’ordine hanno appena massacrato di botte il fotografo Eligio Paoni, colpevole di aver fotografato da vicino – e troppo presto – il corpo di Carlo Giuliani, e hanno metodicamente distrutto la sua Leica. Nel cerchio rosso, un agente lo trascina sul corpo e gli preme la faccia su quella insanguinata di Carlo (ancora vivo). Non è difficile immaginare cosa gli stia dicendo. Cosa non si doveva sapere delle condizioni del ragazzo in quel momento? Forse la risposta riguarda un sasso, un sasso bianco come il latte che si muove da un punto all’altro del selciato, scompare e ricompare, e a un certo punto è imbrattato di sangue."
https://www.wumingfoundation.com/giap/2012/07/tu-che-straparli-di-carlo-giuliani-conosci-lorrore-di-piazza-alimonda/

In tutto questo i leader continuano l'agenda del Vertice del G-8 con assoluta normalità. Palazzo Ducale di Genova Silvio Berlusconi accoglie gli obiettivi del conclave per il suo "spirito umanitario" e "cuore generoso" , mentre Carlo Giuliani,  attivista contro il Capitalismo di 23 anni, giaceva morto in una strada vicina.

Per la cronaca già un mese prima in Svezia: (16 giugno 2001) Guerriglia a Goteborg:
la polizia spara feriti due manifestanti. Alla fine i nervi hanno ceduto e sono partiti i colpi di pistola. Due manifestanti sono stati feriti (uno all'addome e l'altro all'inguine) da un poliziotto che era stato circondato insieme ad altri colleghi e sottoposto a una sassasiola.... I cittadini sono stati invitati con un annuncio radiofonico a non uscire di casa e comunque sconsigliati dall'avvicinarsi al centro cittadino, dove continuano i violenti scontri tra manifestanti antiglobalizzazione e polizia.
http://www.repubblica.it/online/mondo/goteborg/aperto/aperto.html

Che epoca terribile quella in cui dei criminali governano dei ciechi.

Se qualcuno volesse approfondire... 
LA TRAPPOLA - Genova 20-21 Luglio 2001 Pubblicato il 28 giu 2011. Inchiesta sui fatti del G8, l'assassinio di Carlo Giuliani e i dubbi sull'archiviazione del relativo processo. Tutto il materiale presente nel documentario (foto-video-audio) è tratto dagli atti ufficiali del tribunale di Genova relativi ai processi seguiti ai fatti del luglio 2001.
https://www.youtube.com/watch?v=bC-dy_gp17c


Il film sul G8 di Genova censurato dalla RAI
https://www.youtube.com/watch?v=Ev_Oq5s-p9I

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